Claudio Monteverdi: Il quinto libro de madrigali (1605)
Questa splendida raccolta di madrigali, riunita in nove libri pubblicati tra il 1587 e il 1651, rappresenta uno dei vertici della letteratura musicale occidentale. In questa sessione proseguiamo questo affascinante viaggio attraverso un corpus che può essere inteso come un esercizio di proto-opera e un autentico teatro delle emozioni.
Questo quinto libro, pubblicato a Venezia nel 1605 e dedicato al suo mecenate, il duca Vincenzo Gonzaga di Mantova — alla cui corte lavorava come violista — rappresenta un punto di svolta nella sua opera, poiché il compositore vi sviluppa radicalmente il proprio stile, incorporando una serie di innovazioni che suscitarono una celebre controversia. Giovanni Maria Artusi, canonico di Bologna, accusò Monteverdi di un uso eccessivo del cromatismo e di un eccesso di dissonanze lontane dallo stile classico di Palestrina. Monteverdi rispose con un testo, Seconda prattica overo delle perfettioni della moderna musica, nel quale giustificava che la seconda prattica si adattava meglio ai madrigali — e non alla musica sacra — poiché “le parole sono padrone dell’armonia, non sue schiave”.
Rinaldo Alessandrini, direttore, clavicembalista e autentica autorità su questo compositore, sarà la guida lungo i sentieri di questo universo affascinante e rigoglioso, ricco di preziose miniature. La parola, la musica, la declamazione e lo stile concitato ci porranno di fronte ai primi tentativi di rappresentare le passioni umane attraverso il testo e l’armonia.