L’Ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha ospitato in Residenza l’evento di astrofisica e cosmologia “Il volto dell’Universo. Osservare, ascoltare e comprendere il Cosmo, oggi”, organizzato dall’Ufficio Scientifico dell’Ambasciata in collaborazione con il Com.It.Es. di Madrid.
Aprendo i lavori, l’Ambasciatore ha rimarcato la coerenza del tema con l’azione dell’Ambasciata tesa alla promozione della cooperazione scientifica bilaterale tra Italia e Spagna nella scienza di base, che ha portato ai recenti accordi di sostegno reciproco per lo studio delle onde gravitazionali – proposta del rivelatore Einstein Telescope (ET) in Sardegna – e per la progettazione di reattori nucleari a fusione – il progetto di acceleratore IFMIF-DONES a Granada). In tal senso, l’Ambasciatore ha evidenziato l’eccellenza dei relatori coinvolti, già collaboratori dell’Ambasciata in precedenti iniziative di successo.
Dopo il saluto del Presidente del Com.It.Es., Andrea Lazzari, è iniziata la conversazione tra i relatori, moderata da Sergio Albani del Com.It.Es a cui è seguito il dibattito con il pubblico, coordinato dall’addetto scientifico dell’Ambasciata.
Il Prof. Juan García-Bellido, dell’Università Autónoma di Madrid, premio “Blas Cabrera” per la Scienza 2025, ha descritto lo stato attuale dei modelli teorici proposti per descrivere i primi istanti della vita dell’Universo, in particolare la teoria dell’“Universo Inflattivo”. Ha sottolineato come questa idea affascinante, che spiega le strutture esistenti, non sia ancora completamente accettata a causa della difficoltà tecnologica di trovare una conferma sperimentale conclusiva.
La Prof.ssa Nanda Rea dell’Istituto di Scienza dello Spazio (ICE-CSIC) di Barcellona ha fatto notare come la comprensione dell’oggetto del suo studio, le Pulsar, residui di stelle estremamente densi e compatti, in rapida rotazione, sorgenti di campi magnetici di enorme intensità, sia ancora insoddisfacente, a sessant’anni dalla loro scoperta. In particolare, non esiste esperimento in grado di svelarne la composizione interna, certamente dominata dai neutroni, ma in presenza di altre particelle, che si presentano probabilmente in stati esotici della materia, diversi da quelli noti.
Il Prof. Eugenio Coccia, direttore dell’Istituto di Fisica delle Alte Energie (IFAE) di Barcellona, ha poi osservato come i rivelatori di onde gravitazionali di nuova generazione, ad esempio ET, potrebbero fornire indicazioni importanti per questi due problemi specifici e in generale per molti altri ancora aperti.
Le risposte alle domande del pubblico hanno evidenziato quanto ci sia ancora da capire, in un periodo storico dominato dall’attesa delle risposte che le onde gravitazionali, il nuovo strumento di indagine del cosmo, sembra promettere nei prossimi decenni.