L’Ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha ospitato in Residenza la terza edizione del “Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani in Spagna”, realizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna (CCIS), in collaborazione con AFI (Analistas Financieros Internacionales), e con il contributo dell’Ambasciata d’Italia a Madrid e dell’Agenzia ICE (Agenzia Italiana per il Commercio Estero).
Lo studio si è basato su un’indagine condotta nel primo quadrimestre del 2026 presso oltre 60 imprese italiane con attività in Spagna.
L’evento, presentato dalla giornalista di Mediaset Isabel Jiménez, ha visto la partecipazione della Segretaria di Stato per il Commercio, Amparo López Senovilla, del Presidente della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna, Marco Pizzi, e del Direttore di AFI, Diego Vizcaíno, oltre a esponenti di spicco del mondo imprenditoriale italiano e spagnolo.
Dando il benvenuto ai presenti, l’Ambasciatore ha inquadrato la cooperazione economica bilaterale nel più ampio contesto europeo, segnalando come l’asse italo-spagnolo acquisti un valore ancora maggiore in uno scenario internazionale segnato da trasformazioni profonde, conflitti e dalla necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea. Richiamando il Rapporto Letta, l’Ambasciatore ha rimarcato come Italia e Spagna siano non solo due Paesi alleati, ma partner profondamente complementari, a partire dai quali può svilupparsi in modo naturale un’integrazione economica europea più ambiziosa. Gli investimenti italiani in Spagna, ha evidenziato, non rafforzano soltanto la relazione bilaterale, ma contribuiscono alla costruzione di uno spazio economico europeo più integrato, più competitivo e più resiliente.
Il Barometro ha messo in evidenza come le imprese italiane continuino a rafforzare la propria fiducia nella Spagna quale mercato strategico e destinazione stabile degli investimenti: il 71% prevede di aumentare fatturato e investimenti nel 2026 e quasi la metà (47%) intende ampliare l’organico. Il 94% delle imprese intervistate considera la Spagna un mercato strategico, mentre il 93% intende mantenere la propria presenza nel Paese nei prossimi cinque anni.
Il clima d’affari migliora leggermente, raggiungendo 3,3 punti su 5 (un decimo in più rispetto all’edizione precedente), con il 59% delle aziende che lo valuta “buono” o “eccellente”; il 65% segnala condizioni operative stabili negli ultimi dodici mesi. Il miglioramento della percezione della Spagna si fonda, tra l’altro, sull’elevata valutazione attribuita alla qualità della vita, che si conferma per il terzo anno consecutivo l’aspetto più apprezzato del clima d’affari spagnolo, con un punteggio medio di 3,8 su 5. La qualità della vita in generale ottiene 4,4 punti ed è giudicata “eccellente” dal 42% delle imprese.
Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo della Spagna come piattaforma internazionale: il 77% delle imprese italiane la considera un hub per nuove opportunità nel Mediterraneo, mentre il 42% ritiene che l’accordo UE-Mercosur possa rafforzarne il ruolo di porta d’accesso al mercato latinoamericano. Sul piano settoriale, l’energia resta il principale comparto degli investimenti italiani, con oltre 30,8 miliardi di euro accumulati, ma cresce la diversificazione verso la chimica e la logistica. Sul fronte occupazionale, gli investimenti diretti italiani hanno contribuito a generare e mantenere oltre 126.000 posti di lavoro in Spagna (dato 2024), pari allo 0,6% dell’occupazione totale del Paese, di cui più di 76.000 diretti e circa 50.000 indiretti.
Sul fronte degli investimenti, il quadro resta solido ma più prudente: circa 46,7 miliardi di euro di stock complessivo, con l’Italia quinto investitore straniero nel Paese e la Spagna terza destinazione globale del capitale italiano. I flussi di investimenti italiani verso la Spagna nel 2025 sono tuttavia scesi a circa 500 milioni di euro, la metà rispetto all’anno precedente; tale flessione congiunturale non altera il carattere strutturale della presenza italiana, confermato dai circa 8 miliardi di euro accumulati nell’ultimo decennio. Nel 2026 le aree più attrattive restano Madrid, Andalusia e Catalogna, mentre emergono nuove destinazioni come la Comunità Valenziana e Murcia. Tra le principali preoccupazioni delle imprese figurano le tensioni geopolitiche (80%) e le possibili interruzioni delle catene di approvvigionamento (45%), pur in un quadro di fiducia di medio-lungo periodo.
Alla presentazione ha fatto seguito una tavola rotonda dal titolo “Objetivo, España. Oportunidades y Desafíos para las Empresas Italianas“, moderata dalla giornalista di Mediaset Isabel Jiménez, durante la quale hanno condiviso la propria esperienza relativa al mercato spagnolo Alessandro Salem (CEO Mediaset España), Corrado Bordonali (CEO di Finanzauto), Mariangiola Mollicone (CEO di Eni Plenitude España) e Amato de Roma (CEO di Iryo).